Non basta ricordare / 13 maggio 2014

A fine novembre abbiamo avuto il nostro primo incontro con il gruppo della comunicazione del MAXXI: tutte donne, come del resto il 90% delle persone che lavorano lì. Bravissime. Mai ricevuto un brief così chiaro e completo per una campagna.

Per prima cosa ci hanno chiesto un parere sul titolo scelto dal nuovo direttore artistico per la riproposta della collezione: “Non basta ricordare”. Titolo impegnativo, abbiamo commentato lì per lì; difficile. Soprattutto in una città che celebra tante giornate della memoria…Ma siete sicure?

Non del tutto, ci hanno risposto, per questo volevamo pensarci con voi.

In realtà, nelle intenzioni del direttore artistico Hanru, il titolo aveva un senso molto preciso: l’arte contemporanea è una materia fluida, che interagisce e cambia insieme a chi la guarda; quindi non basta vederla una sola volta. Non basta ricordarla.

Si trattava quindi di trasformare questo concetto (difficile) in una campagna per attrarre i visitatori anche a rivedere la collezione.

Abbiamo fatto così: all’imperativo del titolo abbiamo dato una veste ancor più ruvida. Ne è venuta fuori una specie di affermazione forte, provocatoria, graffiante.

A questa abbiamo agganciato un pay off che, mentre raccoglie la sfida, la dipana ed esprime una risposta rassicurante.

In fondo, doveva essere un invito a visitare – e godersi – una mostra!

Ha funzionato bene, pare.

E all’inaugurazione ci siamo divertite molto.