Gli studi che avremmo tanto amato / 21 maggio 2014

Multidisciplinarietà, contaminazione e interazione tra diversi saperi e culture, ricerca di gruppo, visione internazionale, approccio glocal. Che bellezza!

Tanti di noi avrebbero voluto studiare così, invece di incanalarci, ancora adolescenti, in percorsi di studio chiusi, in facoltà tradizionali che ci avrebbero trasformati in bravi avvocati, ottimi ingegneri, medici affermati.

Per sempre!

A 18 anni tanti di noi erano ancora piccoli e confusi: avremmo voluto conoscere altri mondi, prima di decidere il lavoro della nostra vita, o, peggio, che lo decidessero i nostri genitori, preoccupati dalla nostra tendenza a sognare.

Benvenuta quindi la nuova Laurea in Global Governance, offerta da sei Facoltà dell’Ateneo di Roma Tor Vergata: qui si studiano insieme materie come storia, statistica ed economia, filosofia, arte e ingegneria, medicina e geopolitica, e solo dopo tre anni si sceglie il proprio indirizzo di specializzazione.

Insomma, si lascia il tempo ai ragazzi a far spaziare la curiosità, ma li si sprona ad aprire la mente verso i cambiamenti e le sfide del mondo globale; si insegna loro a trovare nei campi più diversi gli strumenti per gestire la complessità, anziché semplificarla in schemi riduttivi; li si aiuta a conoscere tanti mondi possibili, per trovare se stessi, scoprire i propri talenti, interessi e passioni.

 

Perché oggi più che mai è vero quel che scriveva Marco Aurelio nelle sue Meditazioni quasi 2000 anni fa:

“Chi non sa cosa sia il mondo, non sa cosa egli sia.”

E il mondo, oggi, è più vasto e complesso di allora.