Dalla creatività dell’autore al palcoscenico, attraverso l’inchiostro sulla carta. Poche, il teatro della scrittura contemporanea. / 3 settembre 2015

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Mathieu Bertholet è il nuovo direttore del Théâtre Le Poche per cui Manolo Michelucci e BCV curano la comunicazione. Poche è una piccola sala nel cuore della Città Vecchia di Ginevra consacrata, fin dalla sua origine nel ’48, quando ancora si trovava nell’appartamento del suo fondatore l’editore Paul Fabien Perret-Gentil al 19 della Grand-Rue, alle creazioni contemporanee e all’avanguardia. Dal 1961 si trova al 7 della rue Cheval-Blanc: il palco è un quadrato di circa 7 per 7 metri e la platea ospita 130 poltrone. Bertholet è stato scelto nel marzo scorso dalla Fondation d’art dramatique, l’ente cittadino che gestisce anche la Comédie de Genève, e sostituisce Françoise Courvoisier alla guida del teatro nel corso degli ultimi dodici anni.

Il progetto di Mathieu Bertholet è molto vasto e ambizioso ma può essere sintetizzato con il suo nucleo portante: mettere la scrittura contemporanea al centro delle attività produttive e di programmazione di Poche. Il che significa scegliere solo testi scritti recentemente e mai messi in scena, coinvolgere gli autori, sia in attività laboratoriali di cui il teatro si fa promotore, sia in ogni passaggio della preparazione dello spettacolo, dalle letture con gli attori, alla condivisione delle scelte del regista. Per facilitarne l’integrazione, Bertholet recupera la figura del “dramaturge”: esperto di scrittura per la scena e mediatore tra l’autore e il regista.

Ma due sono le novità più interessanti intraprese dalla nuova direzione per centrare l’importanza del testo scritto: un comitato di lettura e particolari formati produttivi. Da un lato, l’istituzionalizzazione di un comitato di lettori formato da una decina di persone, tra esperti del settore e rappresentanti dei teatri partner, che con un lungo ma non macchinoso sistema di valutazione e doppia lettura indica al direttore, che si riserva solo un minimo diritto di veto, i testi da mettere in scena; dall’altro lato, la stagione di Poche ospita due tipi di spettacoli, due formati produttivi chiamati Cargo e Sloop. Il primo, corrisponde a una produzione convenzionale: un testo è selezionato dal comitato di lettura e il direttore sceglie un regista e, in accordo con esso, un team artistico. Poi lo spettacolo si replica a Poche, viene trasformato per i teatri partner e infine lanciato in tournée. Il secondo, Sloop, è un formato più leggero, una forma ispirata al sistema produttivo della scena contemporanea tedesca e del Royal Court Theatre di Londra. Si tratta di riunire tre o quattro testi simili per tematica o stile, oppure testi diversi di uno stesso autore, e farli mettere in scena dalla stessa équipe, attori e regista compresi, con un impiego di tempo e di risorse più limitato. Non certo spettacoli di qualità inferiore, ma più snelli nella produzione, che richiedano un numero di attori limitato, un periodo di prove più breve e che stiano in scena meno delle canoniche tre settimane di repliche.

BCV ha subito creduto nel progetto di Mathieu Bertholet e dopo averlo ascoltato e condiviso, ha proposto di sottolineare l’importanza della scrittura lasciando nella grafica molti spazi vuoti, molte righe a disposizione della creatività altrui. Abbiamo condiviso insieme che ogni segno tracciato con l’inchiostro si propone come una nuova idea che ha diritto di essere espressa e diffusa; di passare dalla creatività del suo autore al palcoscenico, attraverso l’inchiostro sulla carta. Come ha spiegato Jérôme Baratelli, docente alla Haute école d’art et de design di Ginevra, commentando la campagna di Poche, «la lettre se transforme en une grille invitant à prendre la plume. Cette affiche soulève la question de sa propre utilité. On tente d’être dans l’action. On ne craint pas le vide, l’interrogation qui pourraient, qui sait, s’avérer plus efficaces en termes d’attractivité. Qui plus est, le visuel résume parfaitement la mission de ce théâtre, voué à la création de textes contemporains. C’est un graphisme contemporain, radical. Qui remue.»

Vi segnaliamo il video, di fine marzo 2014, della conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore.